Alexandre Edmond      Becquerel

Nonostante l’energia solare stia acquisendo valore solo negli ultimi decenni, la sua storia ha inizio centinaia di anni fa, più precisamente nel 1839. In quest’anno, infatti, fu scoperto il cosiddetto “effetto fotovoltaico”, ovvero una sottocategoria dell’effetto fotoelettrico, teoria che verrà in futuro formalizzata da Albert Einstein nel 1905.

L’effetto fotovoltaico consiste, in breve, nella generazione di una forza elettromotrice in seguito all’assorbimento di una precisa categoria di radiazioni (radiazioni ionizzanti), emanate, nel nostro caso, da fonti luminose naturali. La peculiarità di questa conversione termodinamica è che, a differenza delle altre, non necessita l’esistenza di parti in movimento, circolazione di fluidi, o consumo di materiale potenzialmente tossico per l’ambiente.

La scoperta di tale effetto avvenne casualmente, quando un diciannovenne parigino di nome Alexandre Edmond Becquerel, conducendo alcuni esperimenti su una cella elettrolitica, si accorse che il platino, a contatto dei raggi solari, era in grado di condurre una piccola quantità di corrente elettrica. Solo una trentina di anni dopo però furono realizzate le prime celle solari, ovvero gli effettivi dispositivi elettrici in grado di convertire l’energia della luce direttamente in elettricità, e che vengono in seguito montati sui moderni pannelli fotovoltaici. Queste ultime furono progettate e realizzate da un americano, Charles Fritts, utilizzando come materiale semiconduttore il selenio, che si era rivelato in grado di permettere il passaggio della luce. L’idea di idearne qualche applicazione pratica fu però accantonata in fretta, poiché il loro rendimento era appena dell’1%, contro il 40% di quelle attuali.

L’attesa per delle celle solari utilizzabili si estenderà almeno fino alla metà del ventesimo secolo, nel

Una tra le prime abitazioni alimentate a pannelli solari (1948)

1953, grazie al lavoro di tre scienziati americani (Gerald Pearson, Calvin Fuller e Daryl Chapin) che idearono la prima cella solare al silicio, in grado di rendere fino al 15%. Il silicio infatti, è tutt’ora il materiale principale con cui vengono realizzate le celle attuali. Nonostante le prime commercializzazioni di veri moduli fotovoltaici avverranno solo nel 1963, già verso la fine degli anni ’50 le celle verranno utilizzate per alcuni progetti spaziali, che in seguito si riveleranno un successo: il satellite Vanguard I è infatti il primo veicolo

orbitante ad essere alimentato ad energia solare. Ciò fu una vera e propria rivoluzione: l’utilizzo delle celle fotovoltaiche prese piede in fretta e da allora in poi diventerà parte integrante per l’attuazione di progetti spaziali e rivoluzionerà il mondo delle telecomunicazioni via

satellite evitando ogni consumo di materiali tossici, portando così alla prima vittoria schiacciante sul nucleare. Oggi, qualsiasi oggetto può essere alimentato ad energia fotovoltaica con la semplice applicazione dei pannelli, a partire dalle lampade fino ai moderni orologi del momento.